Marine Lanier : Le Jardine d’Hannibal
 
 
commissariat : Luce LEBART

  

Marine Lanier, Hannibal’S Garden L’Herbier #2 The Lautaret Garden, Villar-d'Arêne, France, 2023 ©Marine Lanier

 

Protagonista di Le Jardin d’Hannibal è il giardino del Lautaret, il giardino botanico alpino più alto d’Europa, situato a 2.100 metri di altezza, sotto i ghiacciai della Meije. Ospita oltre 2.000 specie di piante e custodisce esemplari della flora alpina delle grandi catene montuose di tutto il mondo. Sin dalla primavera del 2019, ho trascorso lunghi periodi nello chalet-laboratorio Mirande, insieme a ecologisti, botanici e giardinieri. Con il graduale sciogliersi delle nevi, tra prati e rocce da parte riemergevano lentamente piante alpine provenienti da tutto il mondo. Tra le storie condivise durante le nostre serate insieme, c’era anche quella di Annibale che si dice avesse attraversato il passo del Lautaret insieme alla sua variegata armata valicando le Alpi. Dalla fusione tra queste antiche visioni e le immagini realizzate nel giardino, nasce un erbario onirico e notturno in cui le piante riemergono dall’inverno come le orme di un viaggio impossibile. Nella sua battaglia odierna contro il cambiamento climatico, questo laboratorio botanico rievoca la resistenza di Annibale contro Roma. Da oltre duecento anni gli scienziati qui studiano la biodiversità, mantenendo una rete globale di scambio di semi a cui è affidata la conservazione della memoria vivente. Oggi il giardino è un centro di ricerca sul cambiamento globale. Uno degli esperimenti portati avanti prevede il trasporto in elicottero e il successivo trapianto del manto erboso alpino a quote inferiori, per studiare gli effetti dell’innalzamento delle temperature. Attraverso grandi formati e monocromi colorati ispirati a Karl Blossfeldt, Anna Atkins e alla prima fotografia paesaggistica, esploro frammenti di vita e immagino un mondo primitivo in trasformazione.

 

Le Jardin d’Hannibal is set in the Lautaret Garden, the highest alpine botanical garden in Europe, located at 2,100 meters beneath the Meije glaciers. Home to more than 2,000 plant species, it functions as a conservatory of alpine flora from the world’s great mountain ranges. Since spring 2019, I have spent extended periods living in the Mirande laboratory chalet with ecologists, botanists and gardeners. As the snow melted, alpine plants from across the globe gradually reappeared among meadows and rocks.In the evenings, shared stories included the legend of Hannibal, said to have crossed the Lautaret Pass with a heterogeneous army during his Alpine campaign. These ancient visions merge with the images I make in the garden, forming a dreamlike and nocturnal herbarium where plants emerge from winter like the traces of an impossible journey. This garden laboratory echoes resistance, much like Hannibal opposing Rome, standing today against climate change. For over two centuries, scientists have studied biodiversity here, sustaining a global network of seed exchange that preserves living memory. Today, the garden is a center for research on global change. One experiment relocates alpine turf by helicopter to lower altitudes to study the effects of rising temperatures. Through large format photography and colored monochromes inspired by Karl Blossfeldt, Anna Atkins and early landscape photography, I explore fragments of life and imagine a primitive world in transformation.

 

 

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